THE HIGHLAND FOLK MUSEUM

La giornata che ci vede protagonisti al museo della storia rurale della Scozia è carica di cose da vedere e da fare. Prendiamo l’autobus di linea che è a due piani e, come si può immaginare, tutti i ragazzi salgono al piano sopra. Arriviamo a Newtonmore che il museo non è ancora coperto. L’autista è così gentile che ci fa scendere al parcheggio del museo, facendo una piccola deviazione dal suo percorso abituale. All’entrata andiamo subito alla scuola che è una costruzione degli anni Trenta, trasportata qui per iniziativa di Lady Grant che ha voluto questo museo perché non si perdesse la bella memoria del passato di queste zone. La scuoletta è un grande ambiente con, all’interno, i banchi così com’erano in passato, completi di spazio per il calamaio. La giovane signora che interpreta l’insegnante del passato ci chiede di prendere i fogli per la lezione di calligrafia e, con i fogli, la penna con il pennino e la carta assorbente. Tutti, ma proprio tutti, dai ragazzi ai capo-casa, ci cimentiamo con l’esercizio di bella calligrafia che ci prende un bel po’ di tempo perché non è facile usare la penna con il pennino e l’inchiostro. Man mano che terminiamo l’esercizio, l’insegnante controlla, corregge e mette il voto con l’inchiostro rosso. Dopo la lezione di calligrafia ci viene permesso di giocare all’aperto con i giochi del passato. Da una parte c’è il gioco che in italiano chiamiamo “campana” e che in inglese si chiama “hopscotch”, dall’altra c’è una fune con i nodi predisposta per il tiro alla fune, ci sono poi le corde per saltare e i cerchi in metallo con un’asticella per far correre il cerchio sul prato senza farlo cadere. Lasciamo a malincuore la scuola e andiamo a visitare le altre piccole costruzioni d’epoca che sono: la casa del sarto, la casa del mercante di stoffe pregiate come il tweed, l’officina del meccanico e la chiesetta. Proseguiamo verso il bosco dove c’è uno spazio pieno di ghiaia con, al centro, una scavatrice in miniatura, azionabile. Sembra che tutti vogliano il loro turno per spostare la ghiaia. Arriviamo al villaggio del Settecento e qui ci sono costruzioni antiche con il tetto realizzato con i cespugli di erica essiccata, in inglese “thatched roof”. Le costruzioni si possono visitare anche all’interno. C’è poi una fattoria in miniatura, con animali liberi al pascolo e c’è la possibilità di montare i pezzi di una casetta in miniatura per capire come funzionava, all’epoca l’architettura delle case. Sotto una tettoia ci sono vestiti d’epoca che si possono indossare per rappresentare i contadini. Fuori dalle casette c’è un giovane vestito come in passato ed è disponibile per rispondere a tutte le domande che la curiosità dei visitatori impone.

Si ritorna nella zona dell’ingresso per pranzare e poi giocare con i giochi presenti. La seconda parte del museo all’aperto viene visitata dopo il pranzo. Ci sono altre costruzioni di grande interesse come l’ufficio postale, il negozio di caramelle, la struttura per affumicare i salmoni e la fattoria con le attrezzature d’epoca.

La visita si conclude con la richiesta, da parte di Sister, di scrivere un diario di almeno 400 parole. Ogni gruppo-casa si concentra perché ci sono varie cose da scrivere che vengono scritte dopo una consistente merenda. La serata è impegnativa per i capo-casa perché devono preparare anche il pranzo di domani perché ci sarà la grandi gita a Edimburgo e torneremo a casa molto tardi.

Prima della buonanotte Sister riceve la visita di Alex e Jude, i gestori degli chalet fino ad alcuni anni fa. Jude di invita al servizio divino domenica prossima nella chiesa episcopale. È un invito inaspettato. Ci consiglieremo su cosa decidere. Potrebbe comunque essere una bella occasione di dialogo ecumenico.

Alla buonanotte ci sono molti avvisi da dare e il primo riguarda il lungo viaggio di domani. Abbiamo fatto le tessere “Famiglia e amici” e ci dobbiamo suddividere in “famiglie”. La seconda cosa è una presentazione sommaria del Museo della Terra che domani vedremo e degli altri musei che ci aspettano al Royal Mile. Questa sera il coprifuoco per i ragazzi è anticipato, ma per i capo-casa ci sono ancora cose da fare. Il servizio amorevole dei ragazzi richiede sempre un amorevole impegno e chi educa lo sa…

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